La Calma Necessaria a Boise (Idaho)

 

about this blog
la testa nel nordovest americano, i piedi troppo fermi nel midwest italiano

links
Alla cantina...
Babysnakes
Battagliero
Blaugrana
Ciak, si blogga!
Ciambelle a colazione
Esorcizzato Babe Ruth
Fatto di Chinotto
Francesca
Giocatore di subbuteo
Giovane cinefilo
Giulia Blasi
Il gioco più violento
Junkiepop
L'attore
La magia di Parkhead
La Musica Migliore
Leo è questo che siamo?
Little Scar
Mia sorella
Mucchio Selvaggio
My Webmaster
NBA
Rockarolla!!!
Scarpe Nuove
Simone
Suoni dal Nordovest
These Important Years
Tommy Spasmo
Tutti contro Gery
Un Blog di Denuncia
Un Blog Geniale
Una Persona Seria
Vita Nei Boschi

archivio
oggi
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004

categorie

counter
visited *loading* times





giovedì, settembre 30, 2004
 

MARLON BRANDO E' MORTO NELLA GIUNGLA

Due di notte: il bar della ferrovia è pieno di gente, una donna finisce il suo whiskey e svanisce lasciando libero lo sgabello. Lo Scozzese si siede. Vicino a lui c'è un giovane che indossa una giacchetta piena di spillette. Lo Scozzese beve due birre in 20 minuti senza scambiare una parola col giovane "alternativo" di provincia (che nel frattempo ha bevuto due grappe). All' improvviso il ragazzotto comincia un monologo che verrà commentato solo alla fine...

- "Mi piaceva Marlon Brando, a lui non fregava un cazzodiniente perché sapeva di essere il migliore. Non voleva ritirare l' Oscar, così mandò al suo posto un' attrice truccata da Pocahontas. Recitava senza dar troppo retta ai registi, usciva dagli schemi, era uno stronzo egoista ma poteva farlo perché era il migliore. Certo, ha passato brutti momenti alla fine, senza amici, con la trippa piena e il vuoto attorno. Ma a lui nonfregavauncazzo perché era già nella Storia, aveva oltrepassato il Metodo, era entrato in un nuovo personaggio (il più tragico e mitico)...Pensa che storia...doveva tenere fede al suo ruolo di genio disperato...Me lo immagino in salotto, da solo, truccato da guerriero, con gli occhi fissi verso il nulla mentre mormora alla Morte il delirio dell' Orrore. Che mito, Marlon Brando!
Mi piace anche Tom Hanks, con quella faccia da amico di famiglia che viene a casa la domenica a mangiare le fettuccine e l' abbacchio. Ieri in Centro, su una panchina, ho visto un tizio su una panchina che gli somigliava. Ho pensato che Tom Hanks possiede per forza una formula magica per essere diventato così importante e idolatrato pur avendo una faccia più banale della mia".

Lo Scozzese lo fissò e disse la sua...

- "Porc'ttia! Porc'matt'honi! Ma'cche cazz' te c'hann' messo nella grappa?"
postato danordovest77 | settembre 30, 2004 18:15 | commenti (3)


mercoledì, settembre 29, 2004
 

STAR ME KITTEN

Onde di velluto scuro scivolano su una coperta di pallore celeste. Poco più in là, la coperta diventa blu come l' oceano profondo dell' Estremo Oriente, e nasconde il brivido di un' intima carezza. Immagini dolcissime, ipotetiche. Una voce soffice e pulita mi allontana dalla realtà, DUE LAMPI VERDI mi bruciano i sensi. Non avevo mai fissato un colore restandone così incantato...
postato danordovest77 | settembre 29, 2004 13:54 | commenti (4)


martedì, settembre 28, 2004
 

STELLE DI PROVINCIA

Athens capitale del rock'n'roll è un inno alla cultura underground proveniente dalle piccole città della provincia americana. Cos'è quel suono così minimo e raccolto, così essenziale ma terribilmente affascinante e fantasioso? College rock, forse. American pop, non ancora. La prima cosa che taglia di netto i sensi è la splendida estetica del canto strisciato e naturalmente prolungato di Michael. L' oscurità imperversa, i toni si abbassano, senza forzature, l' elettricità sfuma tra le stelle della notte. E' un disco di pennellate più che di scosse elettriche: cambi di ritmo deliziosi, cori improvvisi e geniali e uno stop che arriva un attimo prima che SO.CENTRAL RAIN prenda una direzione troppo dilatata. Non c'è un momento di troppo ma neanche il colpo ambizioso, si vede che è una storia volutamente intima, quasi bucolica. Mi sento di dire che qui più che mai i ragazzi della Georgia abbiano lavorato per sottrazione. Il capolavoro immortale c'è ma non va oltre un' espressività controllata. E' TIME AFTER TIME, gioiello di valore inestimabile che i REM decidono di tenere in un magnifico, monotono, lieve limbo, lontano da ogni tentazione barocca. LETTER NEVER SENT dimostra semplicemente che abbiamo a che fare con gente dal talento disumano. Ballatina obliqua e bizzarra, colorata da tenui lamenti e portata in cielo da un ritornello clamoroso. Anche qui il minimo indispensabile, in bianco e nero: l' espressività prima di tutto, senza lungaggini ed effetti spciali. Michael fa le prove per future glorie melodrammatiche rallentando il racconto in CAMERA, dove brillano schegge di grandine lontana e luci di feste ormai finite. Piccole e perdonabili ridondanze affiorano per pochi attimi. Poi è (beata) leggerezza "sixties" in ROCKVILLE, passaggio di consegne tra i Byrds e i nuovi dèi del rock. Chiude le danze LITTLE AMERICA: fosse sempre così la piccola America...
(REM. Reckoning. 1984.)
postato danordovest77 | settembre 28, 2004 18:02 | commenti (9)


lunedì, settembre 27, 2004
 

PRE-VISIONI

Alzo le mani davanti all' intuito femminile...
postato danordovest77 | settembre 27, 2004 19:15 | commenti (4)
 

LE MIE DROGHE PREFERITE: 77 SONGS

GRANT LEE BUFFALO. Lone star song.
PAVEMENT. You' re killing me.
ROLLING STONES. Sympathy for the devil.
BEATLES. Blackbird.
SONIC YOUTH. Pacific Coast Highway.
VELVET UNDERGROUND. I'm Waiting for the man.
BOB DYLAN. Desolation row.
BRUCE SPRINGSTEEN. State trooper.
SMASHING PUMPKINS. In the arms of sleep.
THIN WHITE ROPE. Disney girl.
DREAM SYNDICATE. Halloween.
TELEVISION. Torn Curtain.
PIXIES. No.13 Baby.
CLASH. The guns of Brixton.
DOORS. The end.
YO LA TENGO. Drug test.
BLUR. You're so great.
JANE'S ADDICTION. Three days.
REM. Country feedback.
BLACK HEART PROCESSION. Guess i'll forget you.
MY BLOODY VALENTINE. I only said.
dEUS. Little arithmetics.
VIOLENT FEMMES. Confessions.
NEIL YOUNG. Cortez the killer.
THE KILLS. Hitched.
MARK LANEGAN. Pill hill serenade.
SPARKLEHORSE. Homecoming queen.
NIRVANA. Serve the servants.
U2. Trip through your wires.
BEDHEAD. Lepidoptera.
LULLABY FOR THE WORKING CLASS. This is as close as we get.
SOCIAL DISTORTION. It wasn't a pretty picture.
MUDHONEY. Baby, can you dig the light.
FUGAZI. Facet squared.
THE STOOGES. No fun.
RADIOHEAD. My iron lung.
SILVER JEWS. Pretty eyes.
YATSURA. No no girl.
WIRE. Strange.
THE JESUS AND MARY CHAIN. Cutdead.
ROBERT JOHNSON. They're red hot.
THE BIRTHDAY PARTY. Ho-ho.
BLASTERS. Trouble bound.
QUEENS OF THE STONE AGE. Go with the flow.
PEARL JAM. Immortality.
SWELL. Throw the wine.
JOHNNY CASH. Ring of fire.
ELVIS PRESLEY. Don't be cruel.
NICK DRAKE. Saturday sun.
HUSKER DU. Pink turns to blue.
DEAD KENNEDYS. Holiday in Cambodia.
JEFF BUCKLEY. Dream brother.
SEX PISTOLS. Anarchy in the UK.
GREEN ON RED. Brave generation.
BEAT HAPPENING. Sleepy head.
MEAT PUPPETS. Look at the rain.
BRAD. Upon my shoulders.
CAT POWER. Back of your head.
JEFFERSON AIRPLANE. White rabbit.
DONOVAN. Season of the witch.
WIPERS. Tragedy.
DEAD BOYS. Not anymore.
FLAMING LIPS. Shaved gorilla.
GIANT SAND. Bottom line man.
PJ HARVEY. Oh my lover.
JESUS LIZARD. Destroy before reading.
JUNE OF 44. June Miller.
RAMONES. Sheena is a punkrocker.
PATTI SMITH. Redondo Beach.
JON SPENCER. Wail.
THE POGUES. A pair of brown eyes.
CREEDENCE CLEARWATER REVIVAL. Born on the bayou.
DELGADOS. Everything goes around the water.
SIOUXSIE. Metal postcard.
DAVID BOWIE. Heroes.
NADA SURF. Inside of love.
ALICE IN CHAINS. No excuses.
postato danordovest77 | settembre 27, 2004 19:03 | commenti (14)


sabato, settembre 25, 2004
 

OSPITI A CASA

Una gradita visita per vedere il blog...Carina!
postato danordovest77 | settembre 25, 2004 13:07 | commenti


venerdì, settembre 24, 2004
 

TRA PARENTESI

Come ogni mattina, dopo aver aspettato Alessia alla stazione, abbiamo girato l' angolo e siamo entrati in via Puccini. Una vecchietta ha attraversato le strisce pedonali, accompagnata dalla badante. Anna ha aspettato il passaggio di quella vecchietta così ricurva e precaria, poi ne abbiamo seguito con lo sguardo il cammino mentre un' altra macchina rischiava di investirla. O meglio, abbiamo immaginato il rischio di un incidente che in realtà non è stato neppure sfiorato. Siamo andati allo Studio Sociale, come al solito, e siamo rimasti a "lavorare" fino al tardo pomeriggio. Alle 17 abbiamo percorso la strada al contrario e, lasciata Alessia alla stazione, abbiamo girato l' angolo e siamo entrati in via Puccini. Una vecchietta ci ha attraversato davanti, accompagnata dalla badante: erano le stesse persone di otto ore prima.
Quell' immagine aveva dato inizio alla nostra giornata lavorativa e, allo stesso modo, ne ha scritto la fine. Ci siamo guardati attorno, un po' intimoriti dalla sindrome del "Truman Show". Quella vecchietta si era sincronizzata con il percorso della nostra giornata con puntualità inquietante, chiudendo il cerchio del tempo e chiudendoci in un disegno palindromo. Riflettendoci troppo, potrei sentirmi prigioniero di un potere occulto e beffardo. Riflettendoci poco (ed è giusto così), ci rido sopra e vado avanti...
postato danordovest77 | settembre 24, 2004 18:09 | commenti (4)


giovedì, settembre 23, 2004
 

TWIN PEAKS: LO SCERIFFO

Si chiama Harry Truman, come un vecchio presidente, ha la faccia da pesce lesso e l' unico merito di dare sempre fiducia all' agente Cooper, del quale osserva divertito le colazioni improbabili e i dialoghi surreali con il mangianastri Diane. E' un buon amico per ogni abitante della città, ha un modo di fare sempre equilibrato e rassicurante. Tutto sommato passa inosservato in un serial invaso da perversioni noir. Dimenticavo: flirta con la bellissima e losca Josie Packard...
postato danordovest77 | settembre 23, 2004 08:09 | commenti (1)


mercoledì, settembre 22, 2004
 

FACCIA DA SPOT

Guardo poca TV e durante la pubblicità cambio sempre canale. Qualche settimana fa mi sono sfortunatamente imbattuto in uno spot che mi avrebbe dovuto convincere a stipulare un contratto con una nota compagnia telefonica. Il protagonista era un tizio non giovanissimo che, pronunciando un motto tipo "Vorrei risparmiare", si esibiva in un ghigno insopportabile. In quei pochi secondi riusciva ad avere l' espressione facciale più irritante e fastidiosa che occhi umani abbiano mai visto.
Cosa ha spinto l' azienda a scegliere quell' uomo e a farlo recitare in quel modo? Come si può pensare che una faccia simile risulti accattivante? Soprattutto: quell' uomo è così irritante anche nella vita di tutti i giorni? Da qualche giorno non vedo più in giro quello spot. Avranno capito?
postato danordovest77 | settembre 22, 2004 19:07 | commenti (5)


martedì, settembre 21, 2004
 

FERITE IN TARANTINO

Una nuca liscia bollata da una specie di cerotto...Un nastro copre il lamento, gli occhi dell' uomo in divisa tremano e sudano davanti a una danza sadica...Bocche aperte che non parlano mentre la radio canta un fruscio, un fischio e una chitarrina...Lame spezzano catene, bruciano la schiena della legge e tagliano decine di occhi a mandorla...Muri feriti dalla mano di Dio...Occhi bruciati dalle dita sottili di una dea a colori...Una spia striscia in un lago di sangue stritolando le parole...Dita tagliate da lame che tagliano occhi bruciati da altre dita che sparano al cuore e lo bucano con la scossa adrenalinica di un ago che sporca le vene che esplodono distrutte dal fuoco di un' arma rimasta fatalmente in cucina...Lacci attorno alle vene, buchi nella pelle, nel cuore, sulle pareti...Macchie di sangue sul vestito della sposa...
postato danordovest77 | settembre 21, 2004 18:31 | commenti (4)


lunedì, settembre 20, 2004
 

MARCELLO

Accenna un sorriso che è un dolce ghigno, riverbero lontano di una risata secca e beffarda. Disegna la solitudine con innata eleganza. Gli occhi vivi e smarriti accompagnano un mesto silenzio in riva al mare. Alza la voce per spegnere la musica: inquieto e solo, si avvicina al dialogo e si confessa. Balla tra i coriandoli, si perde in un tempo indefinito, specchiandosi nel disincanto della fulgida nullità di una ricchissima notte romana. Il tempo passa come una sfilata di maschere, lasciando i coriandoli sul pavimento. Risate di donne sfumano come echi dispersi.
postato danordovest77 | settembre 20, 2004 17:44 | commenti (2)


domenica, settembre 19, 2004
 

QUATTRO POSTI VUOTI

Il campionato di Football NFL è cominciato la scorsa settimana. Più del baseball e del basket, rappresenta un' autentica febbre per i tifosi. E' praticamente impossibile che un biglietto non venga venduto, le squadre realizzano il "sold out" per tutte le partite prima ancora che la stagione abbia inizio. Ogni squadra gioca solamente 8 partite in casa (contro le 41 del basket e le 81 del baseball), poiché la stagione deve essere per forza breve a causa della terribile durezza del gioco; il tutto si concluderà a gennaio con i playoff e con il Superbowl, l' evento "singolo" più seguito nel mondo. Essendo solo 8 le partite, è chiaro che c'è una coda di prenotazioni impressionante per gli abbonamenti: alcuni tifosi sono costretti ad aspettare più di qualche anno, sperando nelle rinunce altrui. Rivolgersi ai bagarini provoca ferite profonde nelle carte di credito...
Potete immaginare la disperazione dei fans più sfortunati degli Houston Oilers e degli Atlanta Falcons quando (a cavallo tra gli anni Ottanta e i Novanta) il coach della loro squadra si chiamava Jerry Glanville. Il pittoresco allenatore, mago della difesa e grande motivatore (uno che si vestiva di nero in onore di Johnny Cash), lasciava SEMPRE due biglietti per Elvis Presley e altri due per James Dean. Elvis è vivo ma quei posti restavano sempre vuoti: evidentemente il football non deve piacergli...
postato danordovest77 | settembre 19, 2004 13:40 | commenti (3)


venerdì, settembre 17, 2004
 

LA BALLATA DI NIR'NIR' (C'ERA UNA VOLTA LO SPANKY)

Gerardino è al bancone della birreria, sta bevendo una Slalom nel boccale di coccio mentre fissa con occhi incantati le immagini archiviate nel suo tecnologico cellulare. Staccato lo sguardo da quell' alienante strumento, comincia a vivere le sorprese di una notte assai movimentata. Il locale si riempie, le sedie sono troppo poche, la gente in piedi vicino al bancone intasa ogni passaggio. Gerardino beve, parla con Spino, osserva le ragazze, poi torna a fissare il cellulare. Alle 23 vede Luca, Lucia e gli altri amici del Borgo farsi avanti a fatica nel locale affollato. Luca ordina subito un giro di TORELLI per tutti gli amici e per Lello (così viene chiamato Gerardino da tutto il Borgo). Lucia saluta Lello e prova ad accarezzargli i capelli impeccabili, rigidi come il marmo.
Il primo giro di torelli vola via in un amen, il secondo è ancora più rapido e festoso. La birreria sta vivendo le ore più caotiche della settimana: è sabato. Ci sono anche Princi e Deborah a scherzare con Lello e ad abbracciarlo. La noia non è ammessa in questo momento, ma un attimo di pausa sì: allora Gerardino si concede una riunione di gabinetto che cambierà la sua serata. Mentre si lava il viso e le mani, viene letteralmente catturato da una fanciulla invasata, una che gli piace parecchio.
E' un' ora di fuoco nel parcheggio (non illuminato) del locale, un' ora che vale quanto una rivolta finita bene, un' ora che stordisce ed esalta Lello rendendolo ancora più ubriaco. Lo incontriamo alle 3 sotto le palme di una piazza illuminata, balliamo il rock-n-roll mentre lui ci racconta la serata, poi ce ne andiamo al piazzale della chiesa, cantando i Doors in faccia a una volante della polizia. Gerardino, reso polemico (come al solito) dall' alcool, urla qualcosa che le guardie fingono di non sentire. Raggiungiamo il parcheggio di un supermercato. Scendiamo. L' autoradio passa un blues elettrico di John Lee Hooker. Balliamo e ridiamo come scemi.
postato danordovest77 | settembre 17, 2004 17:43 | commenti (3)


giovedì, settembre 16, 2004
 

LE MIE DROGHE PREFERITE: 22 RECORDS

BLACK HEART PROCESSION. 2.
CLASH. London Calling.
DOORS. The Doors.
REM. Murmur.
GREEN ON RED. Gravity Talks.
PJ HARVEY. Dry.
BOB DYLAN. Highway 61 Revisited.
MARK LANEGAN. Field Songs.
PEARL JAM. No Code.
PAVEMENT. Wowee Zowee.
PIXIES. Surfer Rosa.
SMASHING PUMPKINS. Siamese Dream.
SONIC YOUTH. Daydream Nation.
PATTI SMITH. Horses.
BRUCE SPRINGSTEEN. Nebraska.
TELEVISION. Marquee Moon.
THIN WHITE ROPE. Exploring The Axis.
VELVET UNDERGROUND. The Velvet Underground And Nico.
VIOLENT FEMMES. Violent Femmes.
LULLABY FOR THE WORKING CLASS. I Never Even Asked For Light.
SILVER JEWS. The Natural Bridge.
STOOGES. The Stooges.

postato danordovest77 | settembre 16, 2004 18:12 | commenti (4)


mercoledì, settembre 15, 2004
 

LETTERA A UN MAESTRO DI AUTODISTRUZIONE

Caro Antonio, oggi sono tornato a casa per la pausa-pranzo e ho subito acceso la TV per vedere i gol della Champions League, il paradiso del football, il palcoscenico perfetto per le tue deliziose magie. I tuoi colpi unici che mi fanno saltare in piedi dalla poltrona, il modo in cui accarezzi il pallone, le facce da giullare che seguono un errore o una decisione arbitrale contraria, sono per me un motivo indiscutibile per continuare ad amare un gioco sempre più falso e polemico. Hanno detto che sei tornato a casa, mandando a cagare Voeller, perché non vuoi stare in panchina. Sono rimasto immobile, impassibile: anche stasera niente Cassano in campo. E neanche domenica prossima né quella dopo. Ho pensato che passerà questo momento e che ricomincerai a far brillare il tuo talento, non ho imprecato, non ho detto che sei un bambino coglione e maleducato: sono stato zitto. Io e tutti quelli che tifano per te (non per la Roma: solo per te...) sopportiamo le tue follie e le perdoniamo SEMPRE. La prossima volta che un avversario ti insulta, o che l' allenatore ti punisce, fammi ma soprattutto FATTI un favore: abbassa la testa, rosica in silenzio e RISPONDI SUL CAMPO. Tu puoi e devi farlo. (Vuoi o no diventare il migliore di tutti?)
postato danordovest77 | settembre 15, 2004 18:08 | commenti (6)


martedì, settembre 14, 2004
 

CULTO O TREND?

Ovviamente è solo una provocazione, riferita alla frenetica ed esagerata "febbre-pixies" che ha invaso l' Europa dell' indie-rock negli ultimi mesi. Esagerata in quanto clamorosamente anacronistica: non si può tentare di raggiungere una navicella spaziale che è partita quasi 20 anni fa, perlomeno non ora che i messaggi lanciati non contengono nulla di nuovo...Ebbene, non c'ero neanche io su quella navicella quando le canzoni dei Pixies nascevano ed è chiaro che non sono pronto ad accusare i miei coetanei di aver semplicemente seguito un trend. Possiamo parlare di un culto autentico e bizzarro, giunto in ritardo ma ricco di amore per il rock-n-roll. La verità è una e semplice: quelle canzoni (oggi mi riferisco al secondo album ma è IMPOSSIBILE dire se sia più bello del primo) erano, SONO, assolutamente clamorose. Antimelodia, ritmi schizoidi, languide ondulazioni, canti e controcanti a ruota libera che riescono magnificamente a non uscire dal seminato, l' impossibilità di ascoltare senza gigioneggiare come idioti. La follia oltre Elvis Presley, l' acidità oltre i Violent Femmes, la varietà dei colpi oltre il punk. Un esempio lampante è NO.13 BABY, una palla magica, una serie di cambi di direzione completamente inusuale e inaudita: al centesimo ascolto lascia ancora di stucco...Trovare una caduta di tono in queste tracce è come dire che Roger Federer non sa giocare a tennis: una bestemmia...
Le chitarre ululano e dondolano, le voci giocano in un luna-park ogni volta più appagante. HEY apre il trittico finale, forse il miglior modo possibile di chiudere l' album: una ballata malata (HEY, appunto), un dramma in slow-motion (SILVER) e l' impressionante danza infuocata che è GOUGE AWAY. Disco leggendario (scrivo ascoltandolo e muovendomi come un idiota).
(PIXIES. Doolittle. 1989.)
postato danordovest77 | settembre 14, 2004 18:41 | commenti (10)


domenica, settembre 12, 2004
 

IO AGGIUNGEREI LOU REED

"Nella storia sono esistiti solo tre uomini: Gesù Cristo, Maradona e Che Guevara"
(Gianfranco Zigoni.)
postato danordovest77 | settembre 12, 2004 19:57 | commenti (11)
 

BANDIERE

L' Undicisettembre di tre anni fa, dopo pranzo, ascoltai per la prima volta WAVE di Patti Smith. E' un bel disco, drammatico e poetico, carico di dolore. Durante l' ascolto fissavo le colombe raffigurate in copertina. Bianche e mute. Finito l' ascolto accesi la TV e vidi l' orrore in diretta.

Lillo è un amico di mio padre. E' un simpaticone che racconta sempre barzellette. Ha una famiglia e un bel lavoro, capisce di musica e di motociclette, è generoso ed educato. Mi ha visto crescere e ho sempre conservato di lui buoni ricordi. Una sera di due anni fa si presentò a casa e pensò bene (vedendo che indossavo la maglietta rossa dei BLONDE REDHEAD) di fare un pò di ironia politica, inneggiando a Berlusconi e dileggiando le bandiere della pace appese alle finestre. Lo lasciai lì a parlare con mio padre e me ne andai in Cantina.

Ho visto Patti Smith a Fiuggi. Cantava a venti metri da me: sembrava un capo indiano vecchio e saggio. E' stato un concerto memorabile, classicamente minimale, carico di emozioni. Sul palco, avvolta attorno a un tavolino (a due metri da lei), c'era una bandiera della pace.

C'è chi dice che quelle bandiere siano facili manifesti ipocriti. Io dico che ai miei figli (se mai ne avrò) farò sapere chi è Patti Smith. Spero che i figli di Lillo (due gemelli di 6 anni) non crescano leggendo Oriana Fallaci. Se loro padre ha smarrito il cd di HORSES, allora glielo regalo io a Natale...

postato danordovest77 | settembre 12, 2004 19:55 | commenti (3)


venerdì, settembre 10, 2004
 

L' AMERICA NON ESISTE

(Nel deserto c'è un punto che ti permette, facendo due passi, di visitare lo Utah, il Colorado, l'Arizona e il New Mexico.)

Nessun paese è legato come gli Stati Uniti al concetto di "confine". Le riserve dei pellerossa sono confinate, chiuse a riccio, per decretare il rifiuto degli States nei confronti di una civiltà che si vuol far credere "superata". Quei confini sono allo stesso tempo geografici e storici. La riserva è delimitata, rifiutata, messa in un angolo di terra e in un angolo di tempo. L' America è ossessionata dai confini. L' abitudine a separare è scontata, implicita: linee di confine nel deserto, su un' autostrada, in un campo di cotone. Linee che permettono di fuggire, di infrangere la legge e, un attimo dopo, di rispettarla. L' uomo non può che perdersi in un continente/nazione che si contraddice e si ridisegna cinquanta e più volte. Che senso ha questo caos? L' uomo impara ad avere una coscienza, impara a non dare nulla per scontato, finendo così per cancellare l' attendibilità delle istituzioni, che rischiano di essere minacciate e rivoltate da capo. Ma si può rivoltare un paese che ha cinquanta, cento, duecento facce diverse disegnate da troppe linee? Che paese è? Che America è? Non si può rivoltare un paese che, in effetti, non esiste...

postato danordovest77 | settembre 10, 2004 16:19 | commenti (2)


mercoledì, settembre 08, 2004
 

FANTASY FOOTBALL

ALBINI.
Riccardo Albini è un signore di Milano che ha inventato il Fantacalcio nel 1988, prendendo spunto dal Fantasy Baseball di provenienza americana. Sono certo che qualcun altro ci sarebbe arrivato ugualmente ma è giusto riconoscergli un tributo per averci indirizzato al gioco più movimentato ed esaltante che mente umana possa immaginare.

BAGGIO.
E', assieme a Paolo Maldini, l' unico giocatore sempre presente nella nostra Lega fin dalla prima stagione (1992-93). Abba è il discepolo che lo idolatra e ha deciso clamorosamente di tenerlo in squadra, commosso per la standing ovation che tutti noi abbiamo dedicato al ritiro del Codino.

CHAMPIONS.
Da tre anni è la terza Lega, quella che tiene occupati i nostri cervelli dal martedì al giovedì.

DEL PIERO.
Una religione per Francesco, che senza Pinturicchio non gioca. Qualche maligno sostiene sia un vantaggio per chi gioca contro di lui...

EURO.
Si vince e si perde, è chiaro, ma in realtà (tra cene al Roses, telefonate, messaggi e giornali) il Fantacalcio costa soldi a tutti noi: alla fine ci accorgiamo di aver giocato davvero per la gloria.

FEBBRE DEL SABATO SERA.
Ogni sabato, dalle 17 alle 18, si scatena la caccia (tra televideo, mediavideo e internet) alle formazioni più attendibili delle squadre reali. In quell' ora i telefonini bruciano per i continui cambiamenti nelle NOSTRE formazioni, che devono essere comunicate prima del calcio d' inizio della prima partita (quella delle 18, appunto). Celeberrime le telefonate di Abba a venti secondi dall' inizio per l' ultima scelta...

GAZZETTA.
E' l' unica bibbia. Viene rispettata, criticata, maledetta e letta col dovuto scetticismo. E, soprattutto, viene acquistata: il lunedì per le pagelle della serie A, il martedì per la formazione in Champions, il mercoledì e il giovedì per le pagelle in Champions, il venerdì per la formazione di serie B, il sabato e la domenica per formazioni e pagelle di A e di B.

HORNBY.
Scommetto che non ha giocatori del Tottenham nella sua squadra.

IBRAHIMOVIC.
Il giocatore più pagato in una vendita di mercato aperta a tutti (tra gli scambi il record è di Shevchenko). Vitozzo ha speso 62.00 per averlo in squadra. Era felice ed emozionato come un bambino e il cuore gli batteva forte mentre la cifra saliva brutalmente. Vi assicuro che è stata una scena ricca di pathos. Chi gioca a Fantacalcio può capire la situazione...

LUNEDI'.
La mattina è tremenda. Abba si alza all' alba e non inizia a lavorare se non ha fatto tutti i conti. Ha l' ordine tassativo di non comunicare i risultati, poiché ognuno vuole "spizzarseli" per conto proprio. Io, da presidente di Lega, devo controllare tutti i punteggi, e lo faccio con discreta calma e con un certo gusto: diciamo che la pratica si risolve in una trentina di minuti (un' ora se anche la B gioca la domenica). Solo verso l' ora di pranzo possono partire con sicurezza i messaggi e le telefonate di scherno.

MERCATO.
Una casa a turno (una volta l' anno) deve ospitare la giornata più estenuante ed emozionante della stagione. Tutti i giocatori "liberi" sul mercato vengono messi all' asta in un' unica sessione (che dura minimo 4 ore) che è difficile descrivere: ogni volta le previsioni estive, le tattiche preparate con cura e i soldi messi da parte non bastano a eliminare sorprese, delusioni, speranze e sberleffi. Il momento in cui si comincia e il momento finale sanciscono i confini di una giornata nella quale tutti i pensieri vengono clamorosamente sottomessi all' obiettivo di riempire 25 caselle nel modo migliore. A fine serata ognuno è convinto (o si autoconvince) di avere una squadra che lo farà gioire per tutto l' anno...

NOVANTADUE.
Quinto ginnasio. Entro in classe e dico a Franceso e a Girolami:
- "Ci sarebbe questo gioco, basta essere almeno in quattro...non ho le regole di Albini, quindi ce le dobbiamo inventare."
Le abbiamo adattate (poco) nel corso degli anni e abbiamo allargato la Lega a 6 persone. E' comunque un modo per mantenere i contatti anche quando il lavoro ci allontana...

OSTRACISMO.
Non ho mai avuto un giocatore del Milan in squadra.

PARISI.
In questi giorni le leghe di tutta Italia sono attraversate da una inquietante leggenda popolare che narra di un terzino del Messina che segna come una punta e trascina da solo la sua squadra alla vittoria. Il prezzo del giocatore, che è ovviamente libero sul mercato perché l' anno scorso era in B, raggiunge regolarmente vette astronomiche. Io ho dovuto spendere 28.00 davanti a uno sbalordito Pigliacelli che osservava il duello tra me e Vitozzo guardandosi intorno e chiedendo chi fosse 'sto Parisi. Naturalmente Alessandro Parisi esiste veramente ed è un buon giocatore, ma non è mica Roberto Carlos!

QUINTO POSTO.
Chi arriva quinto non vince nulla ma è sempre felicissimo per aver evitato l' ultimo posto (che prevede la drammatica perdita di TUTTI i giocatori).

ROSES.
E' il covo: un' accogliente (ed economica) pizzeria che si trova in un quartiere in piena campagna, circondato da villette e isolato dal centro cittadino. D' estate è frequentata soprattutto dagli abitanti della zona ma da settembre a maggio ospita in prima fila le nostre cene e i nostri aperitivi, che vanno più o meno di traverso a seconda delle prodezze e delle sciagure dei nostri giocatori. Sabato alle 18 c'è Chievo-Inter: si comincia...

SERIE B.
(Ecco perché Parisi dalle nostre parti era già famoso.) Il fiore all' occhiello. Nella nostra città non credo ci siano più di 5 leghe di B (ma non escludo che la nostra sia l' unica). Iniziammo nel 94-95 e non ci siamo affatto pentiti. C'è più gusto a esultare per un gol di Kharja che per uno di Vieri...

TIFOSI.
Io e Francesco cerchiamo di non mettere giocatori contro la Juve (a meno che non abbiamo la formazione "contata"). Vitozzo e Danilo non rispettano troppo quest' etica, Girolami cerca di non metterli contro il Napoli (quest' anno il problema non si pone), Abba è agnostico (tifa solo per Baggio).

UNDICI.
Si gioca con un portiere, quattro difensori, tre centrocampisti e tre attaccanti; si può togliere una punta e giocare col 4-4-2. In panchina (se i titolari non giocano) ci sono tre giocatori.

VOTI.
Croce e delizia. Si arriva a schierare i giocatori cercando di prevedere chi sarà l' inviato della Gazzetta nella partita specifica. Tutto ciò perché ci sono i pupilli dei giornalisti (Albertini, Maldini, Zola e in generale i giocatori della nazionale e quelli anziani) e i soggetti "a rischio" (di solito gli attaccanti stranieri esordienti e i difensori delle neopromosse). Poi c'è il "caso Gregori", giornalista senza paura, poeta dello sport, vero esempio di coraggio e coerenza, capace di mettere 4 a Inzaghi (che lo meriterebbe tutte le volte che non segna) e di dare 8 a Perrotta quando non se lo filava ancora nessuno...

ZAURI.
Luciano Zauri è un discreto difensore della Lazio. I suoi gol in carriera non toccano quota 10. E' il protagonista simbolico della follia fantacalcistica: con un suo gol contro l' Inter, segnato nel posticipo della domenica sera, permise ad Abba di pareggiare miracolosamente contro Francesco. Chi segue il calcio può capire cosa vuol dire veder svanire una vittoria ormai certa per colpa di un gol di Zauri...Abba quasi spaccò casa sua, esultando come un matto per venti minuti. Gli sberleffi a Francesco (ma soprattutto al "socio" Paolone) sono andati avanti tutto l' inverno...
postato danordovest77 | settembre 08, 2004 19:02 | commenti (12)


martedì, settembre 07, 2004
 

"I WANT TO BELIEVE"

I boschi del Nordovest ospitarono il set della più bella serie TV che l' America ha prodotto dopo Twin Peaks. La prima stagione di X-Files è semplicemente favolosa. E' inutile stare qui a raccontarne nei dettagli le storie e i volti ormai celeberrimi.
Proseguo perciò per immagini e frammenti...(provenienti anche dalle stagioni seguenti)

La corsa traballante di una ragazza in un bosco di Northwest Oregon, conclusa sotto un bagliore, richiama il balletto tragico di Ronnette Pulaski...Negli scantinati delle istituzioni si annidano germi di onestà intellettuale sporcata (solo un po') dall' utopia...Un leader dal labbro assetato di nicotina impone il silenzio in slow motion, lontano dai riflettori...Un uomo viscido e primordiale si nasconde in una caverna di carta imbevuta di succhi gastrici...Fotografie banali traducono l' ansia del nulla in orrore manifesto...Un giardiniere brucia fantasmi di pace e di nobiltà...Santoni e giovani creature illuminate uccidono e illudono, e poi si immolano...Insetti luminosi tessono tele raccapriccianti nella notte...La bellezza invade il cuore di Mulder e lo corrompe, nascondendo gli occhi di un vampiro...I colori dell' Irlanda riempiono un disegno chiamato Scully...
postato danordovest77 | settembre 07, 2004 18:06 | commenti (6)


lunedì, settembre 06, 2004
 

SCENDONO DAL NORD

Scendono dal Nord con apparente casualità ragazze illuminate, dispensatrici di pensieri e musiche, neanche fossero pionieri in una landa che nasconde fin troppo bene le sue miniere d' oro...Passeggiano con grazia e sorridono alla notte modesta dei vicoli troppo freddi di fine estate...Occupano il centro del palco leggendo il suono delle percussioni, accompagnandolo con le voci nel vento e col fruscìo di un pugno chiuso...Trovano pepite, le cantano, le accarezzano, le perdono per voluttuosa distrazione...Ringraziano il pubblico con un inchino e con un ritorno...Si specchiano in occhi incantati da un sinuoso pallore...Bruciano la testa e il cuore di uno "straniero"...Tengono il dramma a distanza (con piacevole sapienza)...Cantano la verità nascosta nel buio di una cantina, mostrandola al cielo stellato del centrostorico...Si aprono...
postato danordovest77 | settembre 06, 2004 17:42 | commenti


domenica, settembre 05, 2004
 

L' ULTIMO CANESTRO

La pallacanestro è un sport che, per abitudine e cultura (specialmente in America), viene analizzato in modo esagerato sulla base delle statistiche. Chi ha giocato in una squadra sa in realtà che la difesa, la continuità, il lavoro tattico e la capacità di decidere le partite sono tutti valori che non si possono misurare "gelidamente" con le cifre. Per fortuna il basket è un gioco affascinante se si tiene conto dei numeri ma ancor più bello se si tiene conto di ciò che accade realmente sul campo. Dopo aver giocato contro Dirk Nowitzi, i giocatori dell' Italia hanno dichiarato che non se lo aspettavano così bravo, eppure le cifre e le giocate del tedesco sono note da anni in tutto il mondo. Il contatto e l' osservazione ravvicinata hanno accresciuto in quel caso il valore già alto dei "numeri" del giocatore. Alle Olimpiadi invece ci siamo accorti che le ottime statistiche della guardia dei Nets, Richard Jefferson, nascondono i difetti enormi di un cestista che sa saltare e schiacciare ma non ha uno straccio di tiro da fuori e difende come un dilettante...

Alphonso Ford ha sempre fatto canestro. SEMPRE. Al college (Mississippi Valley State) era immarcabile. In Turchia, in Spagna, in Grecia, ha sempre superato facilmente i 20 punti a partita. Non ha avuto fortuna nell' NBA ma, visto ciò che le Olimpiadi ci hanno insegnato, probabilmente era colpa di chi non sa cogliere il valore di un giocatore vero: gli scouts e i dirigenti americani non sono, ormai è evidente, competenti come vogliono farci credere. I numeri di Ford erano dunque a me noti da sempre, prima che arrivasse in Italia, a Siena. Solo allora ho potuto rendermi conto che la tecnica, i movimenti verso il canestro e il tiro dolcissimo erano assolutamente di primo livello. Non credo che ci fosse al mondo un giocatore (nei ruoli di guardia e ala piccola) così facilmente attratto dal canestro, a parte Kobe Bryant e Ray Allen. L' anno scorso, come al solito, ha segnato tantissimo (23 a partita con la maglia di Pesaro). Negli ultimi 7 anni ha SEMPRE fatto canestro, pur dovendo tenere sotto controllo una grave malattia del sangue. Ciao Alphonso.
postato danordovest77 | settembre 05, 2004 18:05 | commenti (3)


venerdì, settembre 03, 2004
 

TWIN PEAKS: NORMA JENNINGS

L' assenza di slanci radiosi è una dolce condanna per la proprietaria del "RR". Norma è una magnifica creatura disillusa: è impossibile per lei gioire con certezza liberatoria, davanti a un circolo vizioso che le riserva solo meste delusioni. Col suo sorriso, mai forzato ma neanche troppo luminoso, coi suoi capelli biondi da diva di provincia, con la sua estrema gentilezza, rappresenta il volto rassicurante della disturbata città del Nordovest. Nessuno riesce però a rassicurare lei, nessuno riesce a renderla felice: non il marito Hank, ex galeotto che non perde il vizio di gettarsi in affari luridi. Non Ed, l' amante depresso e insicuro. Non sua madre, cinica donna in carriera che finisce per scrivere una recensione infame del "RR".
Norma è il personaggio "soap" per eccellenza della serie. E' lontana dal delitto e dalla morbosità. Nel suo caso è l' amore, quasi sempre infelice e instabile, a scriverne il racconto. Il suo locale è l' angolo pacifico e rallentato che dà respiro alla città tormentata da ansie e crimini. Il "RR" permette a Dale Cooper di scherzare, di fermare il tempo davanti a caffé e dolcetti, di recuperare la calma necessaria...
postato danordovest77 | settembre 03, 2004 13:34 | commenti (1)


giovedì, settembre 02, 2004
 

INVOLUZIONI: BAGATTO

Il DOC era un locale impagabile. Aveva le sembianze di un bar lurido di una metropoli: l' odore di olio fritto imperversava, i due proprietari (marito e moglie) erano cordiali e silenziosi, i bambini della scuola elementare prendevano la pizza prima di andare a lezione. Noi (non più bambini) andavamo tardi. Molto tardi. In mezzo alla settimana, nell' ora in cui i bar e i pub "mainstream" finivano di rovesciare le sedie, il DOC restava aperto.
La pizza al taglio era davvero "ignorante", piena d'olio e condita con pomodoro pesante oppure broccoli o patate (sempre con la mozzarella, ovviamente). Alle due di notte doveva essere riscaldata perché era già uscita da almeno tre ore.
Per noi c'era birra a volontà, per Giancarlo c'era l' Amaro Montenegro. Giancarlo era il nostro compianto e alcolizzato edicolante di fiducia, che ci salutava con un affettuoso "Salve ragazzi" sottolineando col timbro della voce la parola "ragazzi", come a farci sentire la differenza d' età e la paradossale affinità della scelta del luogo dedicato alla notte. Giancarlo e il suo cagnolino Charlie accompagnavano, osservavano e raramente condizionavano le nostre sbronze.
Non c' erano tavoli al DOC ma uno sgabello e un paio di sedie. C' era qualcosa in più al piano di sopra ma noi restavamo sempre giù. Era un posto "underground" che sapeva di disagio e di desolata umiltà. Ricordo un assurdo cartello dietro il bancone a pubblicizzare i "veri panini americani": non c' era alcun copyright, solo un cheeseburger disegnato su un fondale a stelle e strisce. Quel cartello aveva senso venti anni fa, quando solo là potevi mangiare un cheeseburger nella nostra città, ma i proprietari lo lasciarono appeso anche dopo l' apertura dei pub globalizzati. Era una follia anacronistica che colorava d' America un locale assolutamente provinciale.
Cinque anni fa il DOC ha chiuso i battenti e pare che i proprietari siano andati a vivere proprio negli States.
Ora in quel posto c' è Bagatto: è un bar ben frequentato che d' inverno resta chiuso. Internamente è rimasto uguale ma è stato decisamente ripulito. E' diventato, per un assurdo e fatale paradosso, il locale più "trendy" della città, popolato da centinaia di persone ammassate (quasi tutte in piedi) sul marciapiede a formare la cosiddetta "movida". Le ragazze si presentano in tiro, troppo belle per essere vere, clamorosamente provocanti. I fagiani, troppi, chiacchierano del nulla distratti da curve, brillantini e minigonne. E' un locale insensato e odioso, non solo per quello che è ma soprattutto perché ha preso il posto del DOC.
postato danordovest77 | settembre 02, 2004 13:56 | commenti (13)